Allarme istruttori: secondo gli esperti, questo quiz decide il successo al tuo esame della patente

Il Quiz per ottenere l’accesso alla patente di guida si configura come uno step fondamentale per diventare automobilista o motociclista, ma identifica soprattutto per i giovani un vero e proprio passaggio, almeno concettuale verso l’età adulta e verso l’indipendenza in qualche modo anche legata alla “libertà di guidare” fattore sempre naturalmente desiderato.

A frapporsi tra un semplice tipo di formalità ed un quiz vero e proprio ci sono ovviamente tanti fattori, come ad esempio diverse domande e strutture nelle stesse che possono fare concretamente la differenza tra il successo o il fallimento di un esame teorico, con conseguente necessità a doverlo ripetere.

Alcune domande sono particolarmente soggette ad errori e statisticamente sono anche quelle condite da vari “tranelli” o domande trabocchetto oppure semplicemente sono poste, di proposito, nelle condizioni di ingannare chi ne è sottoposto. Diverse in particolari sono spesso considerabili decisive per determinare la buona riuscita del quiz della patente ottenendo quindi il documento.

Obbligo di studio

Fin dagli albori della circolazione dei veicoli su strada, la Patente viene identificata come necessaria per la guida di veicoli su ruote, documento che attesta l’idoneità alla guida ma anche alla consapevolezza di vari elementi della strada, e del Codice che ne delimita le regole. Inoltre sono presenti tra le domande argomenti di natura diversa.

E’ presente l’argomento relativo alla segnaletica, sia orizzontale che verticale, ma anche ad alcuni funzionamenti legati ai veicoli ed al comportamento da tenere sulle strade, oltre al contesto della sicurezza ed all’implementazione delle regolamentazioni legate alle precedenze. In molti casi sono anche valutati divieti e comportamenti obbligatori da mantenere negli ambiti diretti.

I cosiddetti Quiz non sono in realtà delle domande ma delle affermazioni che sono formulate con l’intento di evitare quanto più possibile le risposte “di pancia” e quelle non comprese nella loro interezza. Quindi si può cadere in errore anche se il soggetto è sufficientemente preparato ma poco attento alla comprensione di ciò che c’è scritto.

Come funziona il test per la patente

Si tratta di una struttura che da alcuni anni viene organizzata direttamente in digitale attraverso degli schermi collegati ad un sistema, che mantiene il concetto di vero o falso inerenti a 30 domande non categorizzate ma che come detto fanno parte degli argomenti di cui sopra. La precedente regolamentazione invece era costituitain modo sensibilmente differente.

10 argomenti con correlate 3 forme di sentenze da segnalare con il vero o falso, per una struttura quantitativamente identica ma per elementi diversa. Spesso le domande sono, come detto, concepite in modo tale da indurre in errore, si fa ricorso a parole come “consigliabile” in merito ad azioni che magari sono obbligatorie e viceversa.

Oppure concetti che ci possono apparire corretti quando invece sono fondati su basi semplicemente non corrette, ciò ha portato a diversi quesiti ad essere considerati come particolarmente ositici e per questo spesso presenti. Ad esempio le domande sul primo soccorso eventuale, sugli incroci (che seguono regolamentazioni specifiche) ma anche sull’utilizzo degli strumenti di sicurezza come le cinture e sul funzionamento del veicolo.

I quiz decisivi

Diverse sono inerenti anche al corretto funzionamento del veicolo spie luminose incluse, ad esempio viene mostrata la spia corrispondente alla non sufficiene luburificazione, definita come “una spia luminosa giallo ambra”. Il concetto espresso è corretto ma la sia luminosa è in realtà rossa, quindi il quesito è senz’altro falso, e spesso induce all’errore.

Il segnale rotondo, bianco e rosso con la sceriat centrale Alt – Polizia è spesso “fonte di discordia” in quanto associato al quiz che porta in presenza di segnale l’obbligo di rallentare. Questa considerazione è corretta ma il quiz va interpretato come Falso in quanto il segnale indica l’obbligatorietà sia di rallenare ma anche di fermarsi ed è fonte di numerosi errori (quasi il 65 % sbaglia).

Mediamente quasi la metà delle domande che riguardano il contesto assicurativo sono errate, e molte di queste fanno riferimento specifico ad abitudini che però non sono per forza obbligatorie, ad esempio il concetto di obbligatorietà di effettuare qualche forma di fotografia risulta essere effettivamente spesso considerato obbligatorio, ma così non è.

Lo studio è importante ma…

Naturalmente è fondamentale essere preparati il giusto anche perchè la configurazione adatta è meno soggetta alla fortuna o alla sfortuna: con il vecchio sistema delle 10 forme di argomento e 3 questi legati le probabilità erano sostanzialmene più semplici anche di indovinare a fortuna i quesiti se veri o effettivamente falsi.

Il problema è però spesso legato all’interpreatazione della situazione e del non lasciarsi acquisire da una eccessiva sicurezza. Quasi la metà degli errori viene infatti concepito non in base a dimenticanze o scarsa conoscenza ma quanto più ad una minore comprensione della domanda nel contesto effettivo, e per questo risulta essere sottovalutata.

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